Nicotina 2.0: guida alla consapevolezza tra il vaping e HTP

Focus: educazione sugli effetti della nicotina nei nuovi dispositivi e sull’evoluzione delle dinamiche di consumo.

Introduzione

Negli ultimi anni il panorama dei prodotti contenenti nicotina si è profondamente trasformato. Accanto alle sigarette tradizionali si sono diffusi dispositivi elettronici per il vaping e prodotti a tabacco riscaldato (Heated Tobacco Products, HTP), spesso percepiti come alternative meno dannose e di cui in un precedente articolo sono state indagate le evidenze clinico tossicologiche relative alla riduzione dell’esposizione a sostanze tossiche e al miglioramento di biomarcatori oncologici e cardiovascolari, rispetto alle sigarette tradizionali. Questa evoluzione ha modificato non solo le modalità di assunzione della nicotina, ma anche la percezione del rischio associato al consumo.

Pur differenziandosi dalle sigarette tradizionali per l’assenza di combustione, questi prodotti comportano comunque un’esposizione a sostanze biologicamente attive, con possibili implicazioni per la salute. Inoltre, l’evoluzione delle dinamiche di consumo rappresenta un fenomeno da valutare nel lungo periodo in una prospettiva clinica e di sanità pubblica.

Nuovi dispositivi, stessa sostanza: il ruolo centrale della nicotina

Sebbene e-cigarettes e prodotti a tabacco riscaldato differiscano per tecnologia e modalità di utilizzo, condividono un elemento fondamentale: la presenza della nicotina.

La nicotina è una sostanza psicoattiva capace di raggiungere rapidamente il sistema nervoso centrale, stimolando il rilascio di dopamina e altri neurotrasmettitori coinvolti nei circuiti della gratificazione. Questo meccanismo contribuisce allo sviluppo della dipendenza.

D’altra parte, come è noto, all’azione della nicotina si affiancano aspetti comportamentali, psicologici, sociali che mostrano la natura complessa e multifattoriale della dipendenza “da fumo”. Inoltre la nicotina, di per sé, non è la causa primaria dell’insorgenza delle patologie fumo correlate, che sono conseguenza, soprattutto, come già visto, dello sprigionamento di sostanze tossiche all’atto della combustione.

Evoluzione delle dinamiche di consumo

Uno degli aspetti su cui si è maggiormente concentrato il dibattito scientifico negli ultimi anni riguarda l’evoluzione delle dinamiche di consumo, in particolare nel caso del cosidetto uso duale o policonsumo, ovvero quando chi passa all’utilizzo di prodotti senza combustione non sostituisce completamente le sigarette tradizionali con i nuovi dispositivi, o utilizza diversi prodotti del tabacco o della nicotina.

Secondo i più recenti dati presentati dall’Istituto Superiore di Sanità in occasione del Convegno nazionale “Tabagismo e Servizio Sanitario Nazionale”, presi dalle analisi della sorveglianza epidemiologica Passi 2026, risulta che i fumatori di sigaretta tradizionale ammontano ancora a circa il 18% della popolazione, mentre i consumatori esclusivi di prodotti senza combustione ammontano a circa il 4% e il policonsumo a diverso titolo si attesta al 5%. In una visione di lungo periodo, si nota come la prevalenza combinata di prodotti del tabacco e della nicotina sia pressoché stabile negli ultimi dieci anni: il fenomeno a cui si assiste, dunque, è quello di una graduale sostituzione delle sigarette tradizionali con i nuovi dispositivi e non di un aumento complessivo della prevalenza di utilizzatori.

Da un punto di vista clinico, tuttavia, il fenomeno del policonsumo resta meritevole di un attento monitoraggio nel tempo, al fine di scongiurare l’incremento dell’esposizione complessiva a sostanze potenzialmente nocive, il consolidamento dei meccanismi di dipendenza e la maggiore complessità del percorso di cessazione.

Il ruolo degli operatori sanitari

Per pneumologi, medici di medicina generale e professionisti della salute diventa essenziale esplorare non solo il consumo di sigarette convenzionali, ma anche l’eventuale utilizzo di e-cigarettes, HTP e altre sostanze, nel quadro di una corretta e complessiva anamnesi tabagica.

Una corretta anamnesi dovrebbe includere:

  • tipologia dei prodotti utilizzati;
  • frequenza e modalità di consumo;
  • concentrazione di nicotina;
  • eventuale utilizzo concomitante di alcol o cannabis;
  • precedenti tentativi di cessazione.

La crescente complessità dei comportamenti di consumo richiede infatti strumenti di valutazione e counselling sempre più aggiornati.

Conclusioni

La diffusione dei prodotti di nuova generazione ha introdotto nuove modalità di consumo. Tuttavia, la nicotina rimane il principale fattore responsabile della dipendenza. Promuovere una maggiore consapevolezza sugli effetti della nicotina e sulle dinamiche di consumo significa oggi investire in prevenzione, educazione sanitaria e tutela della salute respiratoria delle nuove generazioni.

Riferimenti di letteratura scientifica

Fingesi, T. S., Kimaru, L. J., Okusanya, B. O., Ehiri, J. E., & Rosales, C. (2024). Nicotine and Alcohol Use as Predictors of Recreational Cannabis Use in Adolescence: A Systematic Review and Narrative Synthesis. Substance Use & Misuse59(9), 1367–1382. https://doi.org/10.1080/10826084.2024.2342008

Scala M, Dallera G, Gorini G, Achille J, Havermans A, Neto C, Odone A, Smits L, Zambon A, Lugo A, Gallus S. Patterns of Use of Heated Tobacco Products: A Comprehensive Systematic Review. J Epidemiol. 2025 May 5;35(5):213-221. doi: 10.2188/jea.JE20240189. Epub 2025 Mar 31. PMID: 39805598; PMCID: PMC11979348.

Istituto Superiore di Sanità, XXVII Convegno Tabagismo e Servizio Sanitario Nazionale, XXVIII National Conference on Tobacco Addiction and the National Health Service – ISS

World Health Organization. WHO report on the global tobacco epidemic.

U.S. Food and Drug Administration. Nicotine Is Why Tobacco Products Are Addictive.

Articolo redatto con il contributo non condizionante di Philip Morris Italia S.r.l.

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